#3 Simone Consorti, Finestra di Istanbul

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Per la rubrica Immagine trovata tra due pagine

Negli antichi quartieri popolari del Corno d’Oro, da Cankurtaran a Balat, da Feret a Fatih, donne e bambini che passano tutta la mattinata in casa, si affacciano a lungo, talvolta per ore, da davanzali protetti da grate, come se fossero una zona franca, uno spazio a metà tra l’intimità e la strada. A volte le madri si coprono il volto se passa un turista, soprattutto se con sé ha una macchina fotografica. Per strada lo stesso: alcune tengono davanti una mano, come se, con tutto il viso, stessero sbadigliando. Invece i bambini sono senza veli, completamente trasparenti. Pochi quelli inizialmente diffidenti, ma anche loro, già un istante dopo, ti inseguono ripetendoti “Cek! Cek!”: “Scatta! Scatta!”. Anche se non la vedranno mai, vogliono assolutamente una foto

Più tengo la mano più scatta
come se fosse una lotta o una prova di forza
Magari è un fissato delle mani e lo fa apposta
o forse vorrebbe che gliela togliessi
quasi fossi speciale
e non avessi due occhi due orecchie
come un’ occidentale
Non mi sto coprendo per educazione
Non mi sto coprendo dal sole
Non mi sto coprendo per pudore
né solo per la religione
Anzi ora conterò fino a trenta
e poi toglierò la mano.
… Chissà da quando se n’è già andato!

© Simone Consorti

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